Tutti gli animali domestici sono veri e propri schiavi, solo il cane è un amico.
Konrad Lorenz, L'anello di Re Salomone
Beverly Hills Chihuahua Regia: Raja Gosnell
Cast: Piper Perabo, Manolo Cardona, Eugenio Derbez, Jamie Lee Curtis
Distribuzione: Walt Disney Pictures
Il chihuahua è un inimitabile amico a quattro zampe. È allegro, fedele e, soprattutto, dotato di una caratteristica estremamente vantaggiosa: è di formato tascabile, dunque può continuare a regalare il suo buonumore alle persone, ovunque si vada. Il nome assai curioso trae origine dalla capitale dell'omonimo stato messicano dove si trovavano i primi allevamenti di questa fortunata razza canina. Il chihuahua può essere a pelo raso, o più raramente, a pelo lungo, e di differente colore. È provvisto di coda alta e piegata verso il dorso, mentre la testa ha la forma a mela, con le orecchie ben aperte e gli occhi rotondi, ma non sporgenti. Il suo peso varia dai 7 ai 25 kg., e le dimensioni, come accennato, lo rendono particolarmente adatto come cane da compagnia o da salotto.
Più volte approdato nei cartoni animati in ruoli secondari (in Lilli e il vagabondo, ad esempio), un cagnolino così intelligente e gioviale non poteva non trovare una parte da protagonista anche al cinema dopo il successo dei suoi illustri predecessori: Rin Tin Tin, Lassie e Rex... La ghiotta occasione è fornita da un lungometraggio della Walt Disney Pictures che negli USA ha già realizzato incassi record e che uscirà nelle sale italiane a partire dal 16 gennaio 2009. Si tratta di Beverly Hills Chihuahua, una commedia brillante e avventurosa scritta da Analisa LaBianco e Jeff Bushell per la regia di Raja Gosnell, un tipo assai a suo agio con i cani avendo già diretto i due episodi live-action di Scooby-Doo.
E anche il film in esame è un live-action concitato, ricco di ritmo e circostanze comiche. La situazione di partenza descrive il jet set canino di Beverly Hills: signore ricche e annoiate al volante di auto fiammanti e lussuose, o a passeggio per le vie eleganti dello shopping, che fanno la spola dalla boutique più trendy del momento al centro estetico di grido, sempre accompagnate da specie canine graziose e di piccola taglia come pechinesi e barboncini, bassotti e volpini, carlini e yorkshire. Chloe (voce di Drew Barrymore in originale), una deliziosa femmina di chihuahua dal pelo bianco, fa la sua degna figura in quell'ambiente lussuoso e sofisticato, viziata e coccolata dalla sua ricca padrona Vivian (Jamie Lee Curtis).
In quel mondo vacuo di lustrini e nastri colorati Chloe dimostra di trovarsi a proprio agio. Al punto da snobbare le attenzioni di Papi (voce di George Lopez), un cucciolo di chihuahua ben più ruvido e risoluto, ma decisamente innamorato di lei. Come reagirebbe la cagnetta alla perdita di tutte quelle comodità? La risposta è data dallo svolgimento dell'intreccio. Viv è costretta a partire per un viaggio d'affari e allora affida, un poco a malincuore, l'amica a quattro zampe a sua nipote Rachel (Piper Perabo), la quale è in procinto di intraprendere una vacanza mare e relax in Messico con le amiche, naturalmente portando con se Chloe, ma finendo per smarrirla.
Sola e sperduta sulle strade del Messico, dopo qualche disorientamento, e confortata dall'incontro di cani e animali d'ogni sorta, trascorrerà varie avventure e vicissitudini. Scoprirà, ad esempio, di essere discendente di una specie guerriera che combatteva al fianco dei guerrieri aztechi; finirà tra le grinfie di un pellicciaio e conoscerà l'esperienza di un canile; incontrerà il pastore tedesco Delgado (voce di Andy Garcia), un ex cane poliziotto avvezzo alla strada che le fornirà assistenza utile, e ritroverà il fedelissimo Papi con la sua squadra di animali, insieme a Sam Cortez (Manolo Cardona), il giardiniere di Viv, allertato telefonicamente da Rachel. Grazie a questi amici, e a un po' di fortuna, supererà svariati ostacoli, e tenterà coraggiosamente di recuperare la via di casa
Ispirato - probabilmente - a Paris Hilton, starlette protagonista della cronaca per il recente smarrimento del suo adorato chihuahua, il film costituisce un mix riuscito di avventura e simpatia che troverà d'accordo sia i bambini che gli spettatori adulti. Le scene d'azione sono state girate nel completo rispetto dell'incolumità e della dignità degli animali, molti dei quali provenienti da rifugi canini di Los Angeles e del Messico, con il supporto di una nutrita squadra di eccellenti addestratori coordinati da Mike Alexander, e con ampio ricorso alla tecnologia digitale. Tuttavia se diamo una scorsa alla lista delle partecipazioni troviamo i big di Hollywood sia tra gli interpreti che tra i doppiatori, tra i quali, oltre ai citati Barrymore e Garcia, ricordiamo Edward James Olmos (il tenente Castillo della serie tv Miami Vice, nonché poliziotto ossessionato dagli origami in Blade Runner), e perfino il celeberrimo tenore Placido Domingo.
Racconto di formazione e road movie canino Beverly Hills Chihuahua è una riuscita parabola sull'amicizia e sulla scoperta delle proprie radici, sullo spaesamento e la tolleranza, sulla ricerca della propria identità e sul riconoscimento dell'altrui diversità. È anche una metafora in cui le variegate specie canine e gli altri animali presenti nella storia rappresentano la difficile convivenza del melting pot contemporaneo. Ma è soprattutto un film di grande intrattenimento che unitamente ai messaggi educativi propone una tenera storia d'amore, e tanto, tanto divertimento, nelle forme delle gag comiche e umoristiche, e in quelle dell'avventura (la locandina richiama Indiana Jones), in cui non mancano momenti di incertezza e diversi colpi di scena.
E in questa intelligente sfilata di interpreti canini d'ogni forma e dimensione, di personaggi reali e digitali, non possiamo non ammirare i numerosi fondali messicani, vere e proprie cartoline che esaltano la bellezza di un territorio e di una natura unici ed estremamente vari, che potranno solleticare gli spettatori a compiere un viaggio natalizio nel paese dei cactus e dei sombrero, per assaggiare la tequila e l'ospitalità dei messicani, e magari, innamorarsi di un tenerissimo cucciolo di chihuahua
CLAUDIO LUGI
Cani di ieri e di oggi sullo schermo
Non c'è patto che non sia stato rotto, non c'è fedeltà che non sia stata tradita, fuorché quella di un cane veramente fedele Konrad Lorenz, L'anello di Re Salomone
La voce di Montezuma (Placido Domingo), il capo chihuahua che istruisce Chloe, risuona potente nella mente della cagnetta a ricordarle l'importanza della sua cultura, delle sue antiche radici. Ma potrà servire anche al pubblico come promemoria delle prossime uscite di pellicole del filone canino che si apprestano a invadere le sale nelle prossime settimane. In verità la casa di Topolino ha già fatto uscire Bolt Un eroe a quattro zampe, uno spassoso cartone animato in 3D, in cui un cane-attore crede di avere i superpoteri anche nella realtà.
A Natale approderà al cinema Marley & Me, diretto da David Frankel, con Jennifer Aniston e Owen Wilson, che racconta di una famiglia che impara importanti lezioni di vita dal loro adorabile, quanto nevrotico cane. Dopo le festività, invece, arriverà sul grande schermo Hotels for Dogs (regia di Thor Freudenthal), che annovera nel cast, un centinaio di esponenti della razza canina, tra cui le stelle di Beverly Hills Chihuahua, Chloe e Delgado. La vicenda, con pochi esseri umani, narra le vicissitudini di due ragazzini che salvano gli amici a quattro zampe dal canile municipale, e li accolgono in un albergo abbandonato.
Richard Gere, invece, sarà protagonista di Hachiko: A Dog's Story, diretto da Lasse Hallstrom e basato sulla storia vera di un professore universitario e del cane abbandonato che adotta. Jeff Bridges sarà l'interprete principale di A Dog Year, che racconterà della crisi di mezza età di un uomo e del suo cane, ancora più stralunato di lui. Nel 2009, inoltre, sarà Steven Spielberg a realizzare l'ennesima vicenda canina. Lo farà portando sul grande schermo le avventure di Tintin, il famoso eroe del fumetto, e del suo inseparabile cane Snowy.
Dunque, Hollywood ha riscoperto i cani e si avvia a sfruttarne il momento di popolarità semplicemente utilizzandone la personalità e l'istinto, debitamente sollecitato. Non va tuttavia dimenticato che la cinematografia canina anche negli scorsi anni ha impiegato copiosamente questi fedeli animali (tralasciamo gli inquietanti horror) sia nei cartoni animati che nelle commedie; ma tra i titoli di qualità ricordiamo specialmente Amores Perros, Il cane giallo della Mongolia, Bombon-El Perro
Che i cani bucassero lo schermo era un fatto piuttosto risaputo. La televisione italiana, in particolare, ha presentato, senza titubanza alcuna, i teneri e fieri occhioni di tanti protagonisti dei pomeriggi e delle serate invernali di qualche tempo fa. Il primo di questi popolarissimi eroi si chiamava Rin Tin Tin, un pastore tedesco coraggioso e intelligente, punta di diamante del Settimo Cavalleggeri di Fort Apache, e campione d'ascolto della tv in bianco e nero fin dal lontano 1954. Il mito di questo splendido attore è suggellato dalla stella dedicatagli sulla Hollywood Walk of Fame.
Stesso ambito riconoscimento è spettato anche a Lassie, un collie che ha calcato le scene tanto sul piccolo quanto sul grande schermo. Debuttò addirittura nel lontano 1943 a fianco di una giovanissima e splendida Liz Taylor. Questa serie infinita consta di ben 675 episodi televisivi girati tra il 1954 e il 1989 (in b/n e a colori), e acquistati da oltre 50 paesi del mondo. Le avventure di questo straordinario esemplare sono improntate alla devozione, alla generosità e al valore del migliore amico dell'uomo.
Negli anni Novanta, e fino ai nostri giorni, è stato il turno ancora di un pastore tedesco (residente, però, in Austria). Rex, la star protagonista di centinaia di telefilm ambientati a Vienna, è addirittura un commissario della polizia criminale che grazie al suo intuito e alla sua scaltrezza riesce a risolvere complicati casi di omicidio, di contrabbando e traffico di stupefacenti. A partire dall'undicesima a stagione (2008) la scena si è spostata a Roma, con l'ispettore Lorenzo Fabbri (Kaspar Capparoni) che ha adottato il cane. Rex continuerà a preferire i wurstel, o si convertirà definitivamente alla porchetta di Ariccia?
CLAUDIO LUGI
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale è stata proclamata il 15 ottobre 1978 a Parigi, presso la sede dell'UNESCO. Il suo testo è stato redatto, nel corso di riunioni internazionali, da personalità appartenenti al mondo scientifico, giuridico e filosofico e alle principali associazioni mondiali per la protezione degli animali.
Tale atto costitutivo regolamenta i rapporti tra gli esseri umani e le altre specie animali. Difatti essa stabilisce un corpus di norme morali che dovrebbero ispirare la legislazione in materia di tutela degli animali dei paesi cosiddetti civili, vista la continua minaccia alla biodiversità registrata nel mondo attuale. Ecco, di seguito gli articoli che compongono la dichiarazione.
Preambolo
- Considerato che ogni animale ha dei diritti;
- Considerato che il riconoscimento ed il disprezzo di questi diritti hanno portato e continuano a portare l'uomo a commettere dei crimini contro la natura e contro gli animali;
- Considerato che il riconoscimento da parte della specie umana del diritto all'esistenza delle altre specie animali costituisce il fondamento della coesistenza della specie nel mondo;
- Considerato che genocidi sono perpetrati dall'uomo e altri ancora se ne minacciano;
- Considerato che il rispetto degli animali da parte dell'uomo è legato al rispetto degli uomini tra loro;
- Considerato che l'educazione deve insegnare sin dall'infanzia a osservare, comprendere, rispettare e amare gli animali.
Articolo 1
Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza.
Articolo 2
a) Ogni animale ha diritto al rispetto.
b) L'uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali.
c) Ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell'uomo.
Articolo 3 a) Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli.
b) Se la soppressione di un animale è necessaria, deve essere istantanea, senza dolore, né angoscia.
Articolo 4 a) Ogni animale che appartiene ad una specie selvaggia ha il diritto a vivere libero nel suo ambiente naturale terrestre, aereo o acquatico e ha il diritto di riprodursi.
b) Ogni privazione di libertà, anche se a fini educativi, è contraria a questo diritto.
Articolo 5 a) Ogni animale appartenente ad una specie che vive abitualmente nell'ambiente dell'uomo ha il diritto di vivere e di crescere secondo il ritmo e nelle condizioni di vita e di libertà che sono proprie della sua specie.
b) Ogni modifica di questo ritmo e di queste condizioni imposta dall'uomo a fini mercantili è contraria a questo diritto.
Articolo 6
a) Ogni animale che l'uomo ha scelto per compagno ha diritto ad una durata della vita conforme alla sua naturale longevità.
b) L'abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.
Articolo 7 Ogni animale che lavora ha diritto a ragionevoli limitazioni di durata e intensità di lavoro, ad un'alimentazione adeguata e al riposo.
Articolo 8
a) La sperimentazione animale che implica una sofferenza fisica o psichica è incompatibile con i diritti dell'animale sia che si tratti di una sperimentazione medica, scientifica, commerciale.
Articolo 9
Nel caso che l'animale sia allevato per l'alimentazione, deve essere nutrito, alloggiato, trasportato e ucciso senza che per lui ne risulti ansietà e dolore.
Articolo 10 a) Nessun animale deve essere usato per il divertimento dell'uomo.
b) Le esibizioni di animali e gli spettacoli che utilizzano degli animali sono incompatibili con la dignità dell'animale.
Articolo 11
Ogni atto che comporti l'uccisione di un animale senza necessità è un biocidio, cioè un delitto contro la vita.
Articolo 12 a) Ogni atto che comporti l'uccisione di un numero di animali selvaggi è un genocidio, cioè un delitto contro la specie.
b) L'inquinamento e la distruzione dell'ambiente naturale portano al genocidio.
Articolo 13
a) L'animale morto deve essere trattato con rispetto.
b) Le scene di violenza di cui animali sono vittime devono essere proibite al cinema e alla televisione, a meno che non abbiano come fine di mostrare un attentato ai diritti dell'animale.
Articolo 14 a) Le associazioni di protezione e di salvaguardia degli animali devono essere rappresentate a livello governativo.
b) I diritti dell'animale devono essere difesi dalla legge come i diritti dell'uomo.